Un tema di grande attualità che vuole essere esplorato nelle sue molteplici implicazioni dando voce alle diverse prospettive attraverso cui osservare la complessità del fenomeno. Oltre ai saluti dei promotori - Carlo Nanni, Rettore dell-Università Salesiana, Vania De Luca, Presidente UCSI Lazio e Alberto Bobbio, Caporedattore di Famiglia Cristiana - gli ospiti del dibattito saranno: Roberto Arditti, Direttore Editoriale de "Il Tempo"; Don Luigi Ciotti, Presidente di Libera; Roberto Natale, Presidente della Federazione Nazionale della Stampa; Luca Palamara, Presidente dell´Associazione Nazionale Magistrati. Coordina gli interventi il preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, Don Franco Lever.
Dopo la tavola rotonda si aprirà un seminario fitto di incontri, che si svolgerà per i successivi 2 giorni, destinato ai giovani operatori della comunicazione e agli studenti universitari orientati al mondo del giornalismo e dell´informazione. Tra i relatori che approfondiranno il rapporto giustizia-informazione hanno confermato la loro presenza: Ennio Remondino (Rai), Rosaria Capacchione ("Il Mattino"), Goffredo Buccini ("Corriere della Sera"), Antonio Maria Mira ("Avvenire"), Valeria Manna ("RaiNews24"), Vittorio Sammarco, Paolo Butturini, Carlo Tagliabue, Vincenzo Barba.
Sono indignato, amici miei: ma l´avete vista la campagna Intesa, bellissima come realizzazione, ma falsa nelle promesse che fa e cioè che la banca è pronta a finanziare iniziative come il recupero di un asilo nido da parte di due studentesse ed è a fianco delle aziende in difficoltà per aiutarle a non licenziare il personale?
Non ho parole, soprattutto se penso che anche recentemente a un mio cliente con un fatturato di oltre 600.000 euro e contratti in mano per 200.000 che chiedeva un fido di 50.000 euro gli è stato rifiutato proprio da Banca Intesa.
Ma quando smetteremo di accondiscendere a raccontare balle al pubblico? Dove è finita l´etica professionale?
Risponde Ettore Cocchi.
sono d´accordo con te e condivido sia l´indignazione sia l´aspetto legato all´etica personale della categoria .
La tematica è enorme e complicata , come anche abbiamo sentito nella serata sul " dietro le quinte dei mercati " , e ci vede tutti coinvolti , le banche , le agenzie media , il garante e altri regulators , e se vogliamo esagerare il sistema paese e i clienti.
Il momento è duro , al di là dei sorrisoni e delle bugie che ci raccontano i nostri governanti .. la verità è che le banche non vogliono rischiare ... o meglio cercano di rischiare poco e si tutelano molto a volte anche in maniera ingiustificata e senza senso ... anche se , lo dico a difesa della categoria , oggi un funzionario di banca che sbaglia nell´affidare chi poi non rispetta le scadenze , può rischiare di pagare di tasca sua ( è successo e continua a succedere anche per una carta di credito data male al cliente sbagliato ) ..questa è una situazione brutta forte per tutti e al momento non se ne esce.
Comunque è perlomeno mendace , se non criminale , farsi pubblicità promettendo mare e monti e poi non mantenere ( e qui esistono authority varie e associazioni di categorie a difesa dei consumatori che non vedono l´ora di menare le mani spesso anche con successo ) ma dall´altra parte anche l´agenzia media che puo´ fare ?? viene pagata per un lavoro , riceve un brief ( che non è tenuta a verificare nella sua sostanza ) , produce la campagna e incassa ...e visti i tempi .....comunque anche in questo settore maggiorer attenzione alle balle che si raccontano dovrebbe esserci.
Il tema semmai è un´altro e riguarda i clienti : se la banca non piace o delude si cambia .. non perchè la " nuova " banca sia migliore della vecchia ma sicuramente sarà più attenta alle esigenze del nuovo cliente ... vi posso assicurare che acquisire un nuovo cliente (parlo della banche tradizionali e non delle banche on line ) è molto costoso ma ancora più costoso perdere clienti e fette di mercato e oggi nessuno se lo puo´ permettere ...anche perchè le authority stanno imponendo alle banche di vendere sportelli in eccesso ( proprio INTESA per accordi parasociali con vecchi soci devev vendere 200 sportelli e questi sono clienti che perdi ... ecco perchè la pubblicità accattivante....
Contribuisce Emiliano Pintus.
Toc toc, scusate un attimo. Condivido quello che mi viene in mente leggendo gli interventi.
Di cosa stiamo parlando? Di giustizia morale, di business, di strategia di regolamentazione, di scelte professionali o cosa? Cerchiamo di mettere un cappello al discorso altrimenti non se cava un ragno dal buco,(il buco de che poi bo? Sti detti so fantastici :-) ) Oppure sono io che ho bisogno di pensare con un certo ordine?
Se stiamo cercando il danno io penso che quello piu grande al livello economico lo subisce Intesa se la sua campagna non converte, o no? Quale è il compito di una campagna ? Cosa c´è dietro ad una campagna? L a campagna è no profit, business, politica o cos´altro? Se stiamo cercando di capire chi e e come si muove Banca Intesa nella sua etica e strategia di gestione del rischio dovremmo attivare un tavolo basato su paradigmi di finanza e controllo di gestione un vero casino.
Se invece stiamo cercando la colpa o un colpevole, cosa che a noi occidentali sembra essere stata incastonata nell´anima fin dalla nascita, potrei chiedermi se è piu responsabile la Campagna che vende speranze ultima parte di un brief, il marketing strategico che studia il comportamento psicologico del target in base al suo profilo, o il target stesso che ha bisogno di leggere e vedere quelle cose per attivarsi nel processo. In fondo tutti cercano di fare quello che possono per raggiungere risultati.
Parlo in questo modo perchè mi occupo di marketing strategico o organizzazione aziendale a perfomance, e la domanda con la quale mi confronto sempre piu spesso è la seguente: conta di piu l´obiettivo raggiunto, il metodo per raggiungerlo, il coraggio di scegliere quello che funziona, o la carica della persona nel processo? Per fortuna esiste un terza via che con l´aiuto della matematica è il risultato della fusione di tutti gli elementi pesati in base ad un criterio di importanza e normalizzati in base ad un contesto di riferimento.
Personalmente, quando mi occupo di coaching organizzativo, preferisco prendere in considerazione più variabili e cerco di evitare un focus troppo personale per trarne due insegnamenti per me fondamentali: 1- quello che vedo funziona, ha la giusta forza per raggiunge l´obiettivo per il quale è stato fatto? 2- prendendo in considerazione l´uomo si poteva armonizzare meglio la storia per renderla piu bella ed eticamente corretta?
Quale è allora il compito di un´agenzia se non quello di trovare un modo per integrarsi nel piano strategico, nel marketing , nelle ricerche di marcato e nell´integrazione con la finanza aziendale e la gestione economica. Tenere in considerazione più prospettive, come insegnano Kaplan e Norton nella loro Balanced Scorecard , partendo da quella finanziaria è il futuro, uscire dalla porta del creativo ed entrare dalla porta marketing strategico per offrire servizi di alto valore potrebbe essere il futuro delle agenzie.
La quantità di cariche istituzionali che affligge il nostro Paese è esorbitante, ma nessuno ha intenzione di fare qualcosa di concreto in proposito: cane non morde cane.
Il 25 settembre i protagonisti della ricerca scientifica incontreranno i cittadini con dibattiti, conferenze, visite ai laboratori di ricerca, osservazioni stellari, spettacoli, musica e divertimento